Category: Stagione 2013 – 2014

“Servi di cena” venerdì 16 e sabato 17 maggio ore 21.15

By , May 13, 2014 1:52 pm

eUROPA tEATRI

Materie Prime 13 | 14

venerdì 16 e sabato 17 maggio ore 21.15

SERVI DI CENA

progetto di formazione teatrale NAUTAI TEATRO

Laboratorio Lo spazio oltre

Direzione e Regia: Gigi Tapella

Collaborazione artistica : Loredana Scianna

Traduzione e assistenza alla regia: Sylviane Onken

Testo: Liberamente ispirato a “ La cucina” di A.Wesker

Tecnico luci e suono: Lucia Manghi

Costumi: Nautai Teatro/C.T.E.

Con

Virginia Canali Stefano Cattani Gaia De Luca Claudia Dho

Tania Finocchiaro Cristiano Fornasari Francesca Gentilini

Anna Gerboni Francesca Ghinelli Francesca Ghitti Federico Murero

Pier Paolo Porta Alessandro Ripasarti Valentina Zambonini

La rassegna Materie Prime 13 | 14 di eUROPA tEATRI, che porta in scena gli esiti dei laboratori di pratica teatrale svoltisi durante la stagione, si chiude venerdì 16 e sabato 17 maggio alle 21.15 con Servi di cena, esito del laboratorio avanzato Lo spazio oltre, organizzato insieme a Nautai Teatro, e condotto da Gigi Tapella con la collaborazione artistica di Loredana Scianna.

La rappresentazione affronta il tema degli emarginati, di chi è vittima del potere, delle sue gerarchie, delle ingiustizie e dell’ignoranza.

Un’opera, La Cucina di Arnold Wesker, scritta molti anni fa ma che nei contenuti resta sempre attuale e ripropone una riflessione sul dramma dell’integrazione e della partecipazione dei cittadini nella società dei consumi.

È stato scelto come scenario, nel quale concentrare tutte le riflessioni suggerite da questo tema, il retro di una cucina di un gran ristorante.

Inizia così il viaggio tra la vita disumana di sguatteri, servi, camerieri e cuochi.

Un microcosmo senza confini nel quale riversare tutte le contraddizioni della nostra epoca e presentare al pubblico, personaggi simbolici e rappresentativi della nostra società. Storie di miseria, disperazione e solitudine ma anche di sogni e utopie che si snodano attraverso il lavoro della cucina e i preparativi della cena, alla quale anche il pubblico, a sua insaputa sarà invitato.

La cucina (1957) è uno dei primi lavori drammaturgici di Arnold Wesker, scrittore, poeta, drammaturgo e sceneggiatore inglese tra i più prolifici della sua generazione. La predilezione per i temi sociali, già evidentissima dagli esordi, si sviluppa nel tempo con una costante: la coscienza, sempre più focalizzata, che le debolezze e i fallimenti personali siano conseguenza e specchio fedele di una degenerazione collettiva.

Così, il microcosmo claustrofobico ma autosufficiente della cucina riproduce dinamiche relazionali, situazioni di vita, frustrazioni e meccanismi di potere che regolano in generale la contemporaneità occidentale, corrompendo inevitabilmente quell’umanità che ognuno cerca di salvare come può. Il linguaggio quotidiano e il ritmo forsennato di questo testo ne fanno un esercizio perfetto per il gioco teatrale condotto da Gigi Tapella, dove la parola che si fa azione costringe a percorsi necessari e motivati, dove anche gli elementi surreali ed evocativi sono fortemente connotati sul tema.

Ingresso unico € 6, per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.

“Il tempo dell’altrove” venerdì 9 e sabato 10 maggio ore 21.15

By , May 5, 2014 2:22 pm

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

venerdì 9 e sabato 10 maggio ore 21.15

eUROPA tEATRI

IL TEMPO DELL’ALTROVE

con

Aldo Cero Patrizia Dall’Argine Elisa Longeri

Carlo Andrea Oddi Boris Pesci Marco Scortichini

drammaturgia Elisa Longeri, Ilaria Gerbella

musiche originali Patrizia Mattioli

luci Lucia Manghi

costumi Silvana Gandolfi

regia Ilaria Gerbella

Debutta al Teatro Europa venerdì 9 e sabato 10 maggio alle ore 21.15 la nuova produzione di eUROPA tEATRI per la rassegna serale 13 | 14, frutto della residenza artistica offerta dall’associazione agli interpreti: Il tempo dell’altrove, opera liberamente tratta da Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, per la regia di Ilaria Gerbella (drammaturgia di Elisa Longeri e Ilaria Gerbella, luci Lucia Manghi, musiche originali di Patrizia Mattioli, costumi di Silvana Gandolfi, in scena Aldo Cero, Patrizia Dall’Argine, Elisa Longeri, Carlo Andrea Oddi, Boris Pesci e Marco Scortichini).

La vicenda del celebre romanzo che racconta le avventure di Dorothy e dei suoi compagni acquista ne Il tempo dell’altrove le tinte dell’onirico, luogo dove l’illusione e l’irrazionalità spesso si fanno gioco del sognatore. Lo spettacolo, come il romanzo, inizia con un smarrirsi e un viaggio; ma per la giovane Dorothy e per le tre tormentate figure che l’accompagnano il percorso lungo la strada di mattoni gialli si trasforma nella ricerca del proprio compimento, della propria essenza: attraversano incubi e visioni grottesche, si perdono, e nel perdersi la protagonista supera la soglia che dà accesso all’altrove… passa da un mondo all’altro, e come tutti gli iniziati subisce una trasformazione.

Qui si opera una metamorfosi. Qui, in questo mondo in cui regnano Incubo/Oz e Natura/Strega, Dorothy prenderà consapevolezza e diventerà adulta. La ricerca di cuore, coraggio e intelligenza, ma anche e soprattutto il ritorno a casa che la protagonista desidera con tutta sé stessa, tracciano come archetipi la via, il passaggio dall’infanzia, tempo di innocenza, ma anche di paure, all’adolescenza, con le sue avventure e la sua ricerca di identità e radici, fino all’età adulta, momento in cui si abbandona l’egoismo per fare spazio alla saggezza, all’empatia, alla compassione.

Lo spettacolo Il tempo dell’altrove – come la performance DreaMachine, che lo ha preceduto e annunciato – mette in scena l’estetica e le suggestioni di un circo di inizio secolo: l’aria densa, le luci accecanti, le musiche sorprendenti, il grottesco dei freak e l’ostentata sicurezza degli imbonitori. Su questa affascinante atmosfera si innestano i colori dell’opera alchemica: il nero, il rosso e il bianco che da sempre simboleggiano le fasi della trasformazione, su cui spicca la luce dell’oro.

Ingressi: intero € 10, ridotto € 8, professional € 6. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.

Dal 23 al 26 aprile: tutti i nostri eventi per i giorni della Liberazione

By , April 22, 2014 9:41 am

eUROPA tEATRI

mercoledì 23 e giovedì 24 aprile ore 21.15

ENSEMBLE PER LA FINE DEL TEMPO
esito del laboratorio di livello avanzato per attori e danzatori

a cura di Davide Rocchi e Loredana Scianna


le voci
Claudia Botti Daniela Campanini Isabella Grassi Davide Rocchi

Alessandro Silva Loredana Scianna Sara Zanotti

i corpi
Elisa Abelli Monica Arcadu Valentina Berni Giulia Carbognani

Pietro Cerri Margherita Chiari Alessandra Cinque Germano Lucci

Beatrice Mariotti Monica Pigato Alida Rubini Lorena Schifano Cosimo Urso

disegno luci e tecnica
Yannick De Sousa Mendes

mercoledì 23, giovedì 24 e sabato 26 aprile dalle ore 20.00 alle ore 23.30

Spazio Piccolo del Teatro Europa

VOCI DAL GHETTO
esposizione pittorica di Michele Riccomini

sabato 26 aprile ore 21.15

Giancarlo Ilari – eUROPA tEATRI

SIATE GENTILI CON LA MIA VECCHIAIA

seconda parte – gli effetti collaterali

con

Giancarlo Ilari

con testi “di vita” e brani tratti da

P.Ingrao, Don P. Mazzolari

P.Calamandrei, E.Sanguineti, Nello Quartieri ‘Italiano’

e da ‘Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani’

a cura di

Raffaella Ilari

Resistenza come vocazione: anche quest’anno gli spazi del Teatro Europa si aprono e si animano con diversi appuntamenti nei giorni delle celebrazioni della Liberazione, per raccogliere voci, immagini e azioni da condividere con vecchi e giovani combattenti.

Il primo appuntamento è Ensemble per la fine del tempo, esito del laboratorio di livello avanzato condotto da Loredana Scianna e Davide Rocchi, in scena mercoledì 23 e giovedì 24 aprile alle ore 21.15. Siamo a Görlitz (Polonia), è il 15 gennaio del 1941. In un piazzale gelido, alla presenza di nazisti e prigionieri, debutta uno dei massimi capolavori del XX secolo: il Quatuor pour la fin du temps. Composto da Olivier Messiaen durante la sua prigionia nel campo, viene eseguito in condizioni incredibili. Il freddo è atroce, al violoncello manca una corda e i tasti del piano su cui suona il compositore si bloccano spesso, ma il concerto viene portato a termine. Messiaen e i suoi compagni di prigionia sanciscono il trionfo della Bellezza e dell’Arte in una condizione estrema. Impossibile prescindere dalle condizioni storiche in cui il componimento da camera vide la luce, l’atto di resistenza operato attraverso la musica (e la fede che la pervade) si fonde inevitabilmente con le immagini che la miseria e la violenza inaudita dei campi di concentramento ci rimandano da allora. Dice Loredana Scianna: “Durante il laboratorio, con un gruppo di allievi attori e un gruppo di allievi danzatori, abbiamo percorso la suggestione musicale affiancandola al testo terribile e immaginifico dell’Apocalisse, senza mai dimenticare quel contesto di sangue e neve che forse, lo diciamo piano e con rispetto, forse potevano far pensare al giorno del Giudizio più con desiderio che con timore. Abbiamo riscritto una partitura vocale e di parola che s’innesta a tratti su quella musicale e ci siamo accorti che ogni tema trattato era troppo grande per le nostre forze: per quanto l’uomo possa pensare di possedere una scintilla di divino in sé, affrontare concetti come Giustizia, Eternità, Riscatto, Vendetta, Separazione e la stessa assenza del Tempo portava le nostre parole a farsi piccole piccole, a rincucciare nell’umanità che conosciamo e non in quella che vorremmo che fosse. Le domande sono state infinite, molte meno le risposte frammentate e scarne, ma ne abbiamo comunque ricavato una sintesi che proponiamo al pubblico. Il messaggio che l’operazione porta in sé è di grande importanza, anche in un tempo di violenza, sopraffazione e umiliazione meno manifesto e più subdolo qual è il nostro: l’Arte ha una funzione salvifica fondamentale, la brutalità e l’orrore possono essere eclissati e sopraffatti da un atto creativo che riporta l’Uomo al centro del suo nocciolo luminoso, dissipando le ombre”.

Allo spettacolo è legata la mostra pittorica di Michele Riccomini Voci dal Ghetto, aperta nello Spazio Piccolo del Teatro Europa mercoledì 23, giovedì 24 e sabato 26 aprile dalle ore 20.00 alle ore 23.30: i quadri realizzati dall’autore in occasione del progetto Musica e Regime sono ispirati alle poesie di Terezìn e illuminano di suggestioni anche l’Ensemble per la fine del tempo. Come simbolo della insopprimibile pulsione alla vita, la poesia diventa strumento di umanità contro l’oppressione inflitta dal regime nazista. I temi toccati nelle struggenti poesie diventano lezione universale sul valore della vita, trascendendo così i limiti storici, culturali e religiosi e rendendo la tragedia degli ebrei una tragedia dell’umanità intera.

Sabato 26 aprile alle ore 21.15, eUROPA tEATRI e Giancarlo Ilari presentano Siate gentili con la mia vecchiaia – Seconda parte. Gli effetti collaterali, (con testi “di vita” e brani tratti da P.Ingrao, Don P. Mazzolari, P.Calamandrei, E.Sanguineti, Nello Quartieri ‘Italiano’ e da ‘Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani’, a cura di Raffaella Ilari). Il ‘Battagliero’ Giancarlo Ilari, 86 anni, attore di lunga esperienza artistica, ritorna a fare la sua memoria. In questo tempo in cui sembra non esserci più tempo. Da “Indignatevi!” a oggi, molte cose sono mutate, lo scenario è piuttosto caotico. L’essersi indignati non è bastato, come già intuiva Ingrao. E in modo ormai vistoso notiamo gli effetti collaterali di molte azioni (o non azioni). La crisi è esplosa, la disoccupazione alle stelle, i suicidi in aumento, i poliziotti che hanno ucciso Federico Aldovrandi sono tornati al lavoro, Casa Pound è ancora aperta, il Veneto invoca la secessione, l’emergenza democratica è in corso. Chi si prende cura di noi? A volte la Memoria si perde, a volte diventa una ‘questione puramente tecnica’. A volte si chiede aiuto ai farmaci quando le parole e le azioni non riescono a curarci più. Mentre si comunica a colpi di twitter, arriviamo all’afasia del linguaggio, all’afasia della memoria. Il testo, mantenendo la sua struttura aperta, si rinnova ogni volta fino all’ultimo: le voci -che ancora per fortuna ci curano – di grandi combattenti si alternano ai fatti recenti di attualità. Vecchia e Nuova Resistenza. “Siate gentili con la mia vecchiaia” o, meglio, siate gentili con tutti noi. Perché tutti ne abbiamo bisogno di gentilezza.

Chi era presente l’anno scorso seguirà l’evolversi dei fatti. Chi non lo era, assisterà non ad una lettura, nemmeno ad uno spettacolo. Ad un monito, forse. Ad uno sgranare gli occhi sulle contraddizioni del nostro tempo per mantenere vigile l’attenzione. Sicuramente una chiamata all’impegno e alla consapevolezza, un invito a lottare contro l’indifferenza senza fermarsi alla sola indignazione. Perché, appunto, indignarsi non è stato sufficiente.

E perché come afferma il partigiano comandante Nello Quartieri, nome di battaglia Italiano, “l’arte non può essere costretta ma chissà che gli artisti del canto, della musica e della scrittura possano trovare qui ispirazione per il loro talento, per ricordare i nostri caduti e per difendere e praticare quei valori che possono unire gli Italiani e che ci permettano di ritrovare il nostro Rinascimento culturale”.

Ed anche in questa occasione eUROPA tEATRI non trascura la didattica teatrale, offrendo un’occasione di alta formazione scenica: lo stage organizzato in collaborazione con Kollettivoteatro Fuck the legend, condotto da Cathy Marchand, figura di spicco del Living Theatre. Dall’idea di Kollettivoteatro di portare uno Stage del Living Theatre a Parma, dopo quasi vent’anni di assenza (l’ultimo passaggio del gruppo è stato nel ‘96 al Teatro delle Briciole con lo spettacolo Mysteries e uno stage a cui parteciparono più di 40 persone). Il Living Theatre fin dagli anni ‘60 è stato molto legato al territorio di Reggio Emilia e Parma dove si sono create vere e proprie “Residenze” di mesi per la creazione di progetti: oggi, nel 2014, questi tre giorni di Stage vogliono essere sì una memoria, ma sopratutto un nuovo seme di creatività basato sullo scambio e sul ruolo fondamentale che ha il teatro come forma “Vivente e Collettiva” non per sfidarsi ma per tornare a “Fidarsi” e condividere un’esperienza fatta di individualità formando un corpo unico dell’attore. Lo stage si terrà da sabato 26 a lunedì 28 aprile, ed è aperto a tutti coloro che hanno ancora il desiderio di sperimentare e ricercare attraverso il teatro nuove forme di comunicazione. Il costo dello stage è di 150 €, per informazioni e iscrizioni rivolgersi a eUROPA tEATRI (tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com) oppure a Stefania Maceri (tel. 340.5234232, mail stefania.maceri@gmail.com)

Ingressi per gli spettacoli: Ensemble per la fine del tempo ingresso unico € 8, Siate gentili con la mia vecchiaia – seconda parte intero € 10, ridotto € 8, professional € 6. La mostra Voci dal ghetto è ad ingresso gratuito. Informazioni e prenotazioni allo 0521.243377 o all’indirizzo mail europateatri.pr@gmail.com.

“DreaMachine” domenica 30 marzo dalle ore 19.00

By , March 25, 2014 1:51 pm

eUROPA tEATRI

X4M

perform

domenica 30 marzo a partire dalle ore 19.00

eUROPA tEATRI

DREAMACHINE

ideazione e realizzazione

Aldo Cero Patrizia Dall’Argine Ilaria Gerbella Elisa Longeri

Carlo Andrea Oddi Boris Pesci Marco Scortichini

selezione musicale Patrizia Mattioli

Domenica 30 marzo, a partire dalle ore 19.00, il Teatro Europa ospita DreaMachine, ultimo appuntamento di X4M, il progetto performativo ideato per la stagione 13 | 14, e basato su esperimenti di relazione con il pubblico su un unico concetto chiave che viene declinato di volta in volta in modo autonomo dagli ideatori delle performances.

DreaMachine è una produzione eUROPA tEATRI ideata e agita da Aldo Cero, Patrizia Dall’Argine, Ilaria Gerbella, Elisa Longeri, Carlo Andrea Oddi, Boris Pesci e Marco Scortichini, accompagnati dai live electronics di Patrizia Mattioli.

Creata alla fine degli anni ‘60 dall’artista Brion Gysin in collaborazione con il noto scrittore William Burroughs, la DreaMachine è il primo oggetto concepito per essere guardato con gli occhi chiusi. Quando è in azione, i semplici elementi di cui è composta riproducono una gamma di frequenze che è tipica delle onde cerebrali prodotte dal cervello quando il corpo si trova nello stato di rilassamento tipico del sonno. La DreaMachine è dunque in grado di proiettare davanti ai nostri occhi chiusi visioni limpide, colori caleidoscopici, immagini oniriche.

La DreamMachine ha ispirato molti artisti che l’hanno utilizzata per realizzare le loro opere nei più diversi campi artistici. Oltre ai creatori, ricordiamo fra gli altri David Bowie, The Mars Volta, Allen Ginsberg, Keith Haring, Bruce Labruce, Laurie Anderson e Floria Sigisgmondi.

Dicono gli ideatori: “Durante la creazione dello spettacolo Il tempo dell’altrove, spettacolo liberamente tratto da The Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum, che debutterà al Teatro Europa venerdì 9 e sabato 10 maggio, abbiamo esplorato a lungo la materia del sogno e dell’incubo, luoghi dove l’illusione e l’irrazionalità spesso si fanno gioco di noi. In questa nostra ricerca abbiamo incontrato e sperimentato il progetto della DreaMachine.

Ora chiediamo al pubblico di condividere questa esperienza di sogno lucido, di abbandonarsi alla macchina dei sogni, di chiudere gli occhi per vedere”.

Per avere una testimonianza concreta dell’efficacia dell’atto performativo, gli appuntamenti di X4M sono ad ingresso a libera offerta: aboliti gli applausi per convenzione e il titolo d’ingresso a priori, sarà il pubblico a decidere se ciò a cui ha assistito è interessante o ha scatenato un pensiero di qualche tipo, nel qual caso potranno lasciare la loro offerta. Non è necessaria la prenotazione.

eUROPA tEATRI informa il pubblico che a causa degli effetti ottici luminosi, la visione della DreaMachine non è adatta a persone affette da epilessia fotosensibile.

Per informazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.

“Attacchi di passione” venerdì 28 e sabato 29 marzo ore 21.15

By , March 24, 2014 6:53 pm
eUROPA tEATRI
informa il gentile pubblico che le due repliche di “Attacchi di passione” di venerdì 28 e sabato 29 marzo alle ore 21.15
sono rinviate a data da destinarsi
a causa di un piccolo problema di salute di Franca Tragni.

Cercheremo entro fine stagione di recuperare queste date, e sarà nostra cura informarvi non appena avremo fissato una data.


Ci scusiamo per l’incoveniente e vi aspettiamo presto al Teatro Europa!

Lo staff di eUROPA tEATRI

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

venerdì 28 e sabato 29 marzo ore 21.15

eUROPA tEATRI

ATTACCHI DI PASSIONE

di e con Franca Tragni

realizzazione e montaggio video Emanuele De Fazio

consulenza Stefano Mazzacurati (psichiatra, psicoterapeuta)

tecnica e luci Erika Borella

consulenza drammaturgica voce e regia Carlo Ferrari

Torna in scena al Teatro Europa, venerdì 28 e sabato 29 marzo alle ore 21.15 uno degli spettacoli più amati di Franca Tragni: Attacchi di passione.

Franca Tragni interpreta se stessa dando voce alla sua personale esperienza e parla di paura, nella sua versione patologica e paralizzante che solo negli anni ’80 ha trovato l’identità in un nome e che moltissime persone, prese di sprovvista, hanno sperimentato senza sapere cosa fosse: l’attacco di panico. Vent’anni di convivenza forzata con un ospite indesiderato – che speri si fermi solo qualche giorno ma che subdolamente prende possesso dei tuoi spazi, del tuo respiro, della tua vita – sono condensati nel racconto largamente autobiografico dell’attrice. C’è un inizio, se non un’unica causa scatenante, una languida serata d’autunno trascorsa serenamente con amici, niente di particolare. Tranne che la bestia arriva, di sorpresa e aggredisce; medici e terapie, diagnosi fantasiose e fuorvianti, il pregiudizio sociale e questa paura invalidante che ti accompagna passo passo per diventare paura della paura. Chi è stato anche solo sfiorato dall’esperienza si riconoscerà, senza vergogna, in ogni rituale di piccola sopravvivenza, in ogni buffo escamotage di fuga. “Ho incominciato a fare l’attrice quando mi sono accorta che non riuscivo più a fare la spettatrice”, questo dichiara Franca, per il timore di trovarsi intrappolata tra file di sedie occupate e senza una facile uscita da una sala buia. Certo, questo non basta a trovare la forza per stare in scena, per svelare e svelarsi senza pudore, ma la sua esperienza oggettivata e trasformata in parola, luce e suono ha il potere magico della condivisione, quella che azzera la distanza e lenisce l’anima. E allora si può ridere dei goffi tentativi di nascondersi, e scrollarsi di dosso il buio.
La consulenza di
Stefano Mazzacurati (psichiatra e psicoterapeuta) ha completato la parte scientifica d’indagine condotta da Franca Tragni sugli attacchi di panico, Emanuele De Fazio ha curato le riprese e il montaggio video delle immagini digitali, Erika Borella firma le luci e Carlo Ferrari la regia e la collaborazione alla drammaturgia.

Dice la protagonista: “Questo è il racconto tragicomico di vent’anni di convivenza forzata con un ospite che speri si fermi solo per qualche giorno e che invece, subdolamente, prende possesso dei tuoi spazi…dei tuoi pensieri…del tuo respiro… Non so bene perché ho scelto di raccontarvi questo, me lo sto chiedendo solo a cose fatte. Forse per togliermi un peso, sicuramente per condividere l’esperienza con tutti voi, viandanti spaventati nella notte dal dio Pan! Per azzerare la distanza e lenire l’anima, per ridere insieme dei goffi tentativi di nascondersi e scrollarsi di dosso il buio”.

Allo spettacolo è legato l’incontro ad ingresso libero Gli attacchi di panico, a cura di Lidap Onlus, che si terrà al Ratafià TeatroBar sabato 29 marzo alle ore 17.00. La Lidap è presente a Parma dal 1994, e in questi 20 anni è stata contattata da oltre un migliaio di persone di Parma, provincia e dintorni per avere informazioni o chiarimenti sul DAP (cause, conseguenze, terapie), e circa la metà di questi ha poi frequentato i gruppi di auto-mutuo aiuto. La caratteristica fondamentale del gruppo di auto-mutuo aiuto è quella di creare un contesto orizzontale, tra pari: l’assenza della guida di un conduttore professionista permette a ciascun membro di non dover delegare “all’esperto” la responsabilità del proprio percorso e, dunque, la responsabilità complessiva di sé. La valenza terapeutica del gruppo di auto-mutuo aiuto, utilizzato in innumerevoli disturbi e patologie, è riconosciuta dall’O.M.S. La Lidap onlus è impegnata a promuovere l’ulteriore conoscenza nella nostra città e nella nostra provincia dei problemi legati all’ansia e agli attacchi di panico.

Ingressi: intero 10 €, ridotto 8 €, professional 6 €; informazioni e prenotazioni ai  contatti del
Teatro Europa: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com

“Torpore e disincanto” venerdì 21 e domenica 23 marzo ore 21.15

By , March 19, 2014 1:08 pm

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

venerdì 21 e domenica 23 marzo ore 21.15

Francesco Veschi – eUROPA tEATRI
TORPORE E DISINCANTO

tratto da “I cinque martedì di Silvano Pianura” di Francesco Veschi

di e con Francesco Veschi

regia di Franca Tragni

luci di Lucia Manghi

Torna in scena al Teatro Europa, venerdì 21 e domenica 23 marzo alle ore 21.15 Torpore e disincanto, di e con Francesco Veschi, regia di Franca Tragni, luci a cura di Lucia Manghi. Lo spettacolo è frutto della residenza offerta a Francesco Veschi nel corso della stagione 12 | 13 da eUROPA tEATRI, che – dopo il successo nel corso della passata rassegna – dà di nuovo spazio a questa creazione di alto valore artistico.

Torpore e disincanto è tratto da I cinque martedì di Silvano Pianura, un testo pensato per la pagina, per la fruizione tramite lettura, di cui Francesco Veschi è autore, e trova espressione in scena grazie al contributo di Franca Tragni, che di Torpore e disincanto è regista: il loro lavoro condiviso, che coniuga testo e regia in maniera sapiente, è stato definito ‘una bella meta raggiunta insieme’.

Silvano Pianura prende un corpo ed una voce e si presenta in scena. Si presenta innanzitutto col respiro: l’atto primo che segue la recisione del cordone ombelicale che alla carta lo ha tenuto legato. Pianura svela subito la propria dichiarazione d’intenti: la ricerca dell’equilibrio.

Un equilibrio inseguito, ma sfuggente. Inseguito con il passo incerto di chi lascia molto spazio al pensiero e poco all’azione. Un equilibrio idealizzato come una diversa condizione, una modalità di stare altra rispetto a quella che il protagonista sente di vivere.

Il pensiero di Silvano Pianura si incaglia nelle minuzie della quotidianità: come è meglio guidare l’auto quando si siede accanto alla donna che si desidera? Lo stesso ordine alfabetico, che qui si fa simbolo di ogni convenzione condivisa, diventa per il personaggio in scena oggetto di un’indagine minuziosa, un fondo da scandagliare. E, in ultima sintesi, un ostacolo a cogliere opportunità.

Torpore e disincanto è uno spettacolo insieme intenso e delicato, incline ad un’ironia a tratti malinconica, ma che sempre sorvola con intelligenza sulle miserie quotidiane, piccole e grandi, che tutti condividiamo.

Francesco Veschi ha compiuto la sua formazione teatrale con il Teatro Europa (studiando con Franca Tragni, Chiara Rubes, Davide Rocchi e Loredana Scianna, Carlo Ferrari), Lenz Rifrazioni e con Stefano Cutaia della Compagnia del Calandrino.

Ingressi: intero 10 €, ridotto 8 €, professional 6 €.
Informazioni e prenotazioni ai  contatti del Teatro Europa: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com

“Vocazione – studio per un nuovo spettacolo” con Danio Manfredini – sabato 8 febbraio ore 21.15

By , February 3, 2014 7:05 pm

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

sabato 8 febbraio ore 21.15

Danio Manfredini / La Corte Ospitale

VOCAZIONE

studio per un nuovo spettacolo

Vocazione - foto Ilaria Scarpa

Vocazione - foto Ilaria Scarpa

di e con Danio Manfredini

collaborazione di Vincenzo del Prete

produzione La Corte Ospitale

Torna al Teatro Europa uno dei maestri del teatro italiano, Danio Manfredini, in scena sabato 8 febbraio alle 21.15 con Vocazione – studio per un nuovo spettacolo (di e con Danio Manfredini, collaborazione di Vincenzo del Prete, produzione La Corte Ospitale). Dopo la lettura appositamente costruita per il festival di Santarcangelo edizione 2013, Danio Manfredini presenta una nuova tappa di questo lavoro: in scena, alcuni pezzi in forma di studio in previsione del debutto nell’estate 2014. Manfredini raccoglie e interpreta brani dal repertorio teatrale che trattano esplicitamente della figura dell’attore, riattraversando anche pagine già frequentate in spettacoli precedenti. L’intenzione è di tracciare un quadro sulla figura dell’attore teatrale e dei vari stadi che attraversa e che lo conducono alla creazione: come si contaminano i piani della vita con quelli dell’arte e viceversa.

Manfredini presenta così il suo nuovo lavoro: “Mi apro a un percorso di lavoro teatrale che verte sul tema dell’attore di teatro e della sua vita. Metto a fuoco questo soggetto in un momento in cui sembra inutile, non necessario, occuparsi di teatro, di arte e di conseguenza dell’attore-autore-regista teatrale, figura che sembra in disuso. Pur accogliendo i progressi della tecnologia e il potenziale che offrono all’arte, ritengo centrale la figura dell’artista nella sua essenza umana scarna. Come il semplice che sta in una frase, in un canto, nella danza va a stagliarsi con il suo senso proprio dove tutto sembra morire. Fosse anche, come si dice, che il teatro è destinato a sparire, ci tocca dare luce al tramonto. Sarebbe comunque un privilegio, glorificare il momento del tramonto, così vicino al buio“.

Ed è preziosa, la vocazione che ha portato Danio Manfredini a percorrere la storia del teatro italiano, e che spesso ha incrociato la strada di eUROPA tEATRI, sia con ospitalità di spettacoli che con occasioni di formazione teatrale per gli attori. Un percorso che l’ha portato a vincere quattro premi UBU, l’ultimo proprio nel 2013, “per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere”. Del 2013 è anche il premio Lo Straniero, attribuito dalla rivista omonima diretta da Goffredo Fofi, come “maestro di tanti pur restando pervicacemente ai margini dei grandi circuiti e refrattario alle tentazioni del successo mediatico”. Dall’ottobre del 2013 Danio Manfredini è inoltre il nuovo Direttore dell’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini di Napoli, per il triennio 2013 – 2016.

Ingresso unico € 12, per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.


“Ribelli come il sole” venerdì 31 gennaio ore 21.15

By , January 28, 2014 6:18 pm

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

venerdì 31 gennaio ore 21.15

RIBELLI COME IL SOLE

e arnesi da forca

NARRAZIONE CON DISEGNO DAL VIVO
di e con
Gianluca Foglia “Fogliazza”


voce fuori campo Marco Di Blasio

accompagnamento musicale
Emanuele Cappa
chitarra
Enrico Cossu
- viola

musiche originali Emanuele Cappa

consulenza alla regia Loredana Scianna e Umberto Fabi

fonica Stefano Melone

luci Francesco Pozzi
consulenza alla parte storica

Margherita Becchetti e William Gambetta

produzione
Nicola Casalini
per Sonoris Causa / Elytra Edizioni Srl

Dopo aver debuttato proprio sul palco di eUROPA tEATRI nel corso della passata stagione, e dopo molto successo sui palche e nelle scuole, torna al Teatro Europa, venerdì 31 gennaio alle ore 21.15 lo spettacolo RIBELLI COME IL SOLE e arnesi da forca, la narrazione con disegno dal vivo di e con Gianluca Foglia “Fogliazza”. Il progetto è prodotto da Nicola Casalini per Sonoris Causa / Elytra Edizioni Srl, e vedrà in scena il disegnatore accompagnato da Emanuele Cappa, anche autore delle musiche, alla chitarra, ed Enrico Cossu alla viola (voce fuori campo Marco Di Blasio, consulenza alla regia Loredana Scianna e Umberto Fabi, fonica Stefano Melone, luci Francesco Pozzi, consulenza alla parte storica Margherita Becchetti e William Gambetta).

Ribelli come il sole racconta un fondamentale capitolo della storia parmigiana, le Barricate del 1922, come non è mai stato fatto prima: attraverso gli occhi di un ragazzino, e attraverso la suggestione della storia e della musica appositamente composta, l’immediatezza e il fascino del disegno realizzato dal vivo.
Parma 1922. Il sogno innocente di un ragazzino di 14 anni dell’Oltretorrente si trasforma nella consapevolezza di una partita, quella per la vita, molto più importante del suo desiderio di diventare un calciatore. Gino Gazzola, detto Soghèt, vive le Barricate del 1922 strappato alla sua innocenza dal cinismo della realtà. La vita nei borghi, la musica, il fascismo che nasce e si consolida, la figura straordinaria di Guido Picelli, l’orgoglio e la ribellione di un popolo nel popolo, quello dell’Oltretorrente, che nel 1922 diviene protagonista di un fatto unico in Italia: uno scontro impari come fosse una partita di pallone 11 contro 1, 10.000 fascisti contro 600 Arditi del Popolo. Vincendo. Tutto questo raccontato dallo sguardo di un ragazzino, che nella realtà storica ha cessato di vivere proprio su quelle barricate, ma che la licenza della narrazione teatrale consente di far vivere, per onorarne la memoria e quella degli Arditi del Popolo, perché gli occhi di un ragazzino sappiano far vedere soprattutto ai più giovani una storia troppo sconosciuta, ma con somiglianze all’attualità straordinarie, e che ritrovata sia d’esempio per riscattare il presente e il futuro.
Dice
Gianluca Foglia: “Quando penso a un progetto, non penso solo a farlo bene, ma soprattutto che sia capace di trasmettere. Sono convinto che la storia non si sinsegna, ma si trasmette. Questo vuol dire che mi pongo la domanda di quale sia il miglior modo per farmi capire e incuriosire chi mi ascolta o chi mi legge. Solitamente si riconduce la storia delle Barricate a Guido Picelli protagonista, ma per un ragazzo dalla quinta elementare in su un adulto come Picelli è già troppo “distante”, difficile per un ragazzo identificarsi in un adulto che rischia di insegnare la storia come un monumento o una celebrazione stantia, ripetitiva, noiosa. Gino, protagonista di RIBELLI COME IL SOLE, non è solo uno del popolo e un ragazzino comune nel quale i coetanei possono identificarsi, ma ha anche un sogno molto simile a quelli dei ragazzi di oggi: vuole giocare a pallone, sogna di diventare un calciatore. La storia dello sport in questo caso cade a proposito, in quanto gli anni di nascita e di crescita del calcio partono dal 1898 (primo campionato di calcio d’Italia), in particolare sovrapponendosi a quel contesto sociale che poi sfocia nelle Barricate del ’22, che conduce un popolo, quello dei borghi, a maturare e crescere, a sviluppare una identità che fa la differenza tra chi lamenta il diritto di avere e chi sente il dovere di avere e difendere i diritti fondamentali“.
Ingressi: intero € 10, ridotto € 8 (valido per under 18, over 65 e studenti UNIPR), professional € 6, per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.



“ARbiTrio” domenica 12 gennaio dalle ore 19.00

By , January 10, 2014 9:35 am

eUROPA tEATRI

X4M

domenica 12 gennaio a partire dalle ore 19.00

Spazio Piccolo del Teatro Europa

ARbiTrio

- internazioneriflessa -

di e con Stefania Maceri

concezione/elaborazione materia Roberta Gabelli

disegni luce/ombra Martino Pederzolli

produzione Kollettivoteatro

Domenica 12 gennaio, a partire dalle ore 19.00, lo Spazio Piccolo del Teatro Europa ospita ARbiTrio, secondo appuntamento del progetto performativo X4M, incluso nella rassegna serale 13 | 14 di eUROPA tEATRI: quattro esperimenti sulla relazione con il pubblico su un unico concetto chiave che viene declinato di volta in volta in modo autonomo dagli ideatori delle performances.

ARbiTrio – internazioneriflessa - (di e con Stefania Maceri, concezione/elaborazione materia Roberta Gabelli, disegni luce/ombra Martino Pederzolli, produzione Kollettivoteatro) indaga il concetto di Risveglio alla consapevolezza dell’essenza profonda, illuminata e perfetta per natura dell’individuo: io, tu, lui, lei, voi, noi, essi, loro. Tutti. Pluralità, ma nell’essenza, semplicemente Umanità. Una sola parola, ma infinite possibilità di scelta. Azioni, pensieri e parole determinano chi siamo. Tutto può cambiare in un istante. Si può scegliere. Sempre. Al di là dei misteri di vita, nascita, malattia e morte. Scegliere anche attraverso l’arte che come uno specchio ci può riflettere e risvegliare, oppure no. Tutto è in nostra mano.

Il pubblico, che potrà interagire con la performer, entrando in qualsiasi momento nello spazio scenico, ha la possibilità di partecipare ad un linguaggio con interventi attivi, e dunque da “attore” e non da spettatore soltanto, ma è anche chiamato ad assumersi il rischio intellettuale che la relazione comporta. Un rischio abbastanza grande da rendere l’accadimento vivo, vibrante: l’artista si espone a un contatto ravvicinato, difficile da sostenere, ma l’azione compiuta collettivamente da performer e pubblico è semplice, definita, incisiva, da cui poi possono diramarsi riflessioni e stati emozionali. L’ingresso alla performance non è soggetto a limiti di orario o di durata: ogni partecipante potrà entrare quando preferisce e restare per tutto il tempo che desidera.

E per avere una testimonianza concreta dell’efficacia dell’atto performativo, tutti gli appuntamenti di X4M saranno ad ingresso a libera offerta: aboliti gli applausi per convenzione e il titolo d’ingresso a priori, sarà il pubblico a decidere se ciò a cui ha assistito è interessante o ha scatenato un pensiero di qualche tipo, e in tal caso potrà lasciare la sua offerta.

Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.

“R.I.P. me” domenica 15 dicembre ore 19.00

By , December 11, 2013 12:03 pm

X4M
perform

domenica 15 dicembre ore 19.00
eUROPA tEATRI
R.I.P. me
ideazione Loredana Scianna
con
Elisa Longeri, Carlo Andrea Oddi

foto Anna Campanini

Domenica 15 dicembre, a partire dalle ore 19.00, lo Spazio Piccolo del Teatro Europa ospita R.I.P. me, primo appuntamento di X4M, il progetto performativo che si svilupperà in quattro incontri all’interno della rassegna serale.

Quattro esperimenti sulla relazione con il pubblico su un unico concetto chiave che viene declinato di volta in volta in modo autonomo dagli ideatori delle performances.

Il pubblico, dunque, ha la possibilità di entrare in un linguaggio con interventi attivi, e dunque da “attori” e non da spettatori soltanto, ma è anche chiamato ad assumersi il rischio intellettuale che la relazione comporta. Un rischio, abbastanza grande da rendere l’accadimento vivo, vibrante: l’artista si espone a un contatto ravvicinato difficile da sostenere., ma l’azione compiuta collettivamente da performer e pubblico è semplice, definita, incisiva, da cui poi possono diramarsi riflessioni e stati emozionali.

E per avere una testimonianza concreta dell’efficacia dell’atto performativo, tutti gli appuntamenti di X4M saranno ad ingresso a libera offerta: aboliti gli applausi per convenzione e il titolo d’ingresso a priori, sarà il pubblico a decidere se ciò a cui ha assistito è interessante o ha scatenato un pensiero di qualche tipo, nel qual caso potranno lasciare la loro offerta, altrimenti no.

In R.I.P. me (ideazione di Loredana Scianna, performer Elisa Longeri e Carlo Andrea Oddi) il focus è sulle relazioni in cui s’insinua e dilaga l’ingerenza di terzi. La parola che in inglese indica lo strappo, la lacerazione, è puntata e maiuscola come una sentenza: requiescat in pace. Il titolo è già la sintesi di tutto ciò che accade, uno strappo progressivo che porta all’azzeramento. Una coppia è in piedi su un supporto, che già li rende immobili e museali. Non si guardano, i due sono uno accanto all’altra come individui giustapposti. Indossano vestiti di carta. Intorno, l’ambiente sonoro è un vero e proprio concerto rumoristico di elettrodomestici che rimandano a una quotidianità conosciuta e straniante, proprio perché i suoni sono comuni ma concertati. Il pubblico è invitato a strappare progressivamente gli abiti dei due fino alla nudità. I microfoni rendono lo strappo un boato. Sarà interessante capire se e come le persone accetteranno di compiere questa azione, e soprattutto perché: curiosità, voyeurismo, rabbia, gioco sonoro, tenerezza, crudeltà, perfino per noia.

Ingresso a libera offerta, non è necessaria la prenotazione. Per informazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com. Il calendario completo degli appuntamenti di X4M è consultabile qui.

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