Category: Stagione 2010 – 2011

Grazie e buone vacanze a tutti!

By , July 19, 2011 9:47 am
eUROPA tEATRI e Ratafià TeatroBar

Abbiamo trascorso insieme un’altra stagione…
trovato nuovi amici, ricevuto preziose conferme da quelli già affezionati,
affrontato difficoltà e avuto bellissime sorprese…

Grazie a tutti voi per averci accompagnato anche quest’anno, speriamo di ritrovarvi il prossimo autunno con tutto il vostro affetto e tutta la vostra voglia di partecipare, in cambio vi promettiamo di costruire per voi una stagione ancora più bella e ancora più ricca, con spettacoli, laboratori, musica e workshop…

Vi lasciamo con un’immagine che ha per noi un significato particolare

foto di Claire Pasquier, la gallery completa si trova all’indirizzo

http://www.santarcangelofestival.com/immagini_gallery1-2011.asp?id=99

abbiamo aderito alla chiamata pubblica del Festival di Santarcangelo, che potete leggere qui:
http://www.santarcangelofestival.com/page2011.asp?ids=54
e che chiedeva ai teatri italiani di inviare una loro sedia, per creare un’installazione che riportasse in piazza, sotto gli occhi di tutti,
la difficile condizione in cui versano il teatro e il mondo della cultura in generale in Italia.

Ciò che ci è piaciuto di questa iniziativa è la capacità di mettere insieme una causa importante e un’affascinante espressione artistica, ludica e partecipativa.
La vedete come è bella la nostra seggiolina azzurra?
Beh, porta la nostra, ehm, impronta… e anche la vostra!

Vi auguriamo di trascorrere una bellissima estate e vi aspettiamo alla riapertura di settembre!
Grazie a tutti, davvero.


Lo staff di eUROPA tEATRI  e Ratafià TeatroBar

“Bestia di gioia” venerdì 27 maggio ore 21.15

By , May 23, 2011 9:32 am

eUROPA tEATRI

venerdì 27 maggio ore 21.15

Teatro Valdoca

BESTIA DI GIOIA


Rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri
con la guida di Cesare Ronconi

cura del suono Luca Fusconi

Bestia di gioia

Bestia di gioia

La stagione del Teatro Europa si conclude con un’appuntamento davvero esclusivo: venerdì 27 maggio alle ore 21.15 Mariangela Gualtieri porterà in scena i versi di Bestia di gioia, raccolta edita da Einaudi nel 2010, ed è dalle poesie di questo libro che prende il via quello che la Gualtieri chiama un “rito sonoro”.

La tessitura si basa su un filo lirico, nel quale la natura e le potenze arcaiche della natura sono in primo piano, con un io in ascolto delle minime venature di suono, con un tu al quale vengono rivolte parole d’amore che si fondono col largo di tutti i mondi. “Ciò che non muta/ io canto/ la nuvola, la cima, il gambo/…il coraggio dell’animale nella tana/ quando gli esce il nato fra le zampe…”, senza paura vengono cantate le cose più semplici, con l’intento di riportarle alla loro misteriosa, antica potenza.

Accanto a questo lirismo si osa a tratti un noi accorato, straziato, rotto o severo, esortativo, secondo lo spirito epico delle più vive opere da lei scritte per il Teatro Valdoca.

Questo nuovo rito sonoro continua l’avventura di questa poetessa dentro l’energia orale/aurale della poesia, nella certezza che essa sia una antica, attuale via alla comprensione e compassione del mondo.

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena. Si è laureata in architettura allo IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme al regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo.

Fra i testi pubblicati: Antenata (ed. Crocetti, Milano 1992), Sue Dimore (Palazzo dell’Esposizioni di Roma, Roma 1996), Nei Leoni e nei Lupi (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta 1996), Parsifal (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Chioma (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Fuoco Centrale, (Giulio Einaudi ed. Torino 2003), Donna che non impara (Galleria Emilio Mazzoli, Modena 2003), Senza polvere senza peso (Giulio Einaudi ed. Torino 2006), Sermone ai cuccioli della mia specie, (L’arboreto Editore, Mondaino 2006), Paesaggio con fratello rotto (libro e DVD, Luca Sossella Editore, Roma 2007). Nel mese di maggio 2010 è uscito Bestia di gioia, nuova raccolta di versi per la Collana Bianca di Einaudi. All’inizio del 2011 è stato pubblicato Caino, nella collana teatrale dello stesso editore, dai cui versi è nato lo spettacolo omonimo con Danio Manfredini e Raffaella Giordano.

Ingressi: intero 12 €, ridotto 10 €, professional 8 €. Per informazioni e prenotazioni: Teatro Europa, tel. 0521/243377, mail info@europateatri.it.

“Revelation” venerdì 20 e sabato 21 maggio ore 21.15

By , May 17, 2011 9:13 am

eUROPA tEATRI

venerdì 20 e sabato 21 maggio ore 21.15

Revelation

The genius of Alvin Ailey
80 th anniversary

Revelation

Revelation

Regia e coreografia

Piera Cipriani

Direzione artistica

Davide Rocchi

Danzatori

Davide Rocchi Jak Jakare Kenneth Ifemah

Pasquale Castaldo Pierre Yves Brival

Montaggio audio e video

Matteo Fanti, Andrea Ditadi

Special guest artist

Stefania Figliossi

una produzione Kolosseo

In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita di Alvin Ailey, coreografo tra i più influenti nella teoria della danza moderna, Piera Cipriani ha voluto render omaggio al genio del popolare artista statunitense, creando un balletto ispirato al suo stile e alla sua tecnica immortale: il Teatro Europa ospita, venerdì 20 e sabato 21 maggio, alle ore 21.15, Revelation – The genius of Alvin Ailey, uno spettacolo in quattro quadri con videoproiezioni, produzione Kolosso, con regia e coreografia di Piera Cipriani, direzione artistica di Davide Rocchi, con i danzatori Davide Rocchi, Jak Jakare, Kenneth Ifemah, Pasquale Castaldo, Pierre Yves Brival, e la partecipazione di Stefania Figliossi.

Nei lontani anni Sessanta, prima ancora di Martha Graham e di Merce Cuningham, Alvin Ailey ha aperto la modern jazz alla tecnica classica accademica, creando uno stile contaminato da più linguaggi. Alla tecnica si aggiunsero ideologia, politica e sentimento, che servirono ad Ailey a comunicare la comune condizione dell’uomo, a qualsiasi latitudine esso si trovasse.

La sua danza americana dalla pelle scura e dall’anima chiara è sicuramente la più universale, con una carica spirituale e interiore che dal dolore e dalla ribellione sconfina in un grido di gioia e di liberazione.

Piera Cipriani inizia a studiare danza classica e moderna in tenera età nella prolifica scena romana, conquistando presto una borsa di studio presso l’A.I.D. (Associazione Italiana Danzatori) dove si qualifica come ballerina professionista approfondendo vari stili di danza. Partendo da una solida base di danza classica e jazz, si avvicina allo stile di Alvin Ailey, che diventerà per lei punto di riferimento e motivo di continuo confronto nella sua ricerca tecnica e di contaminazione di stili.

Davide Rocchi inizia gli studi di danza contemporanea presso la “Compagnia Era Acquario” diretta da Lucia Perego a Parma, approfondendo la conoscenza tecnica seguendo seminari tenuti da Gigi Gheorghe Caciuleanu, Jean Yves Ginoux, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Ninke Reehorst, Fabrizio Monteverde, Dominique Dupuy, Raffaella Giordano.

Partecipa al corso di formazione professionale Arti Sceniche e Suono (1998) organizzato dall’Atelier Della Costa Ovest, diretto da Roberto Castello e nel 1999 viene ammesso all’Accademy Isola Danza (progetto Water Roads) della Biennale di Venezia sotto la direzione di Carolyn Carlson. Dal 2008 tiene corsi regolari di danza contemporanea in diverse strutture e presso il Teatro Europa a Parma.

Stefania Figliossi inizia gli studi nel 1983 presso l’Accademia Domenichino da Piacenza sotto la direzione di Giuseppina Campolonghi. Si perfeziona poi alla Ecole Atelier Rudra Béjart di Losanna, dove rimane dal 1993 al 1995 prendendo parte alle creazioni di Maurice Béjart. Entra poi a far parte della Compagnia di Tel Aviv “The Israel Ballet”, dove interpreta un repertorio sia classico che moderno, ballando come solista ne La Bella Addormentata, Carte De Visite, Gurre Lieder, Harmonium, di Berta Yampolsky e in Gershwin di Kristof Pastor. Nel gennaio 1998 entra a far parte dell’English National Ballet per approdare poi, all’inizio del 1999, all’Aterballetto.

Ingressi: intero 10 €, ridotto 8 €, professional 6 €. Per info e prenotazioni: Teatro Europa, tel. 0521/243377, mail info@europateatri.it.

“Taccuini” installazione multimediale dal 18 marzo

By , March 15, 2011 11:50 am

Taccuini

installazione multimediale

disegni e materiale visivo Mauro Vecchi
musiche ed ambientazioni sonore Maurizio Soliani e Michelangelo Flammia
elaborazione e montaggio video Mauro Vecchi e Maurizio Soliani

ad eccezione di:

La FugaMichelangelo Flammia e Berenice Kesselring e QueenIlaria Gerbella


Taccuini

Taccuini

Da venerdì 18 marzo a sabato 16 aprile lo Spazio Piccolo del Teatro Europa ospiterà l’installazione multimediale Taccuini, nata dalla collaborazione fra l’illustratore Mauro Vecchi e i musicisti Maurizio Soliani e Michelangelo Flammia.

Dice Mauro Vecchi: “Taccuini è una videoinstallazione nata dalla collaborazione con Maurizio Soliani e Michelangelo Flammia. Si tratta di una composizione in brevi clip montati su materiali visivi e musicali preesistenti; taccuini appunto. Venne presentata la prima volta nel settembre del 2007 nelle stanze della Rocca di Noceto. Con Michelangelo e Maurizio, volendo riproporla a Parma in forma riadeguata, identificammo come luogo più appropriato lo Spazio Piccolo di Europa Teatri. Reciproci impegni ci impedirono di dare forma a questo proposito che trova oggi, dopo la prematura scomparsa di Maurizio, l’ulteriore motivo di presentare ad un più vasto pubblico questa riuscita quanto atipica opera della nostra produzione.”

L’ingresso all’insatallazione è gratuito e possibile da martedì a sabato negli orari di apertura del Teatro Europa e di Ratafià TeatroBar (da martedì a giovedì 21.00 – 01.00, venerdì e sabato 21.00 – 02.00, nelle sere di spettacolo 20.00 – 01.00).

“Senza Tacchi” e mostra Re/Sisters dall’8 al 12 marzo

By , March 1, 2011 9:46 am

SENZA TACCHI E RE/SISTERS

martedì 8 marzo

Spazio Piccolo – ore 20.30 inaugurazione

Re/Sisters – donne in movimento

mostra fotografica di Ippolita Franciosi

Spazio Piccolo – ore 21.00 – proiezione video

Re/Sisters

Donne e resistenza contemporanea

regia Ippolita Franciosi, Laura Fantone

fotografia Ippolita Franciosi,Michele Ungaro

montaggio Emiliano Madiai

musiche orginali IaloMalo’

produzione Mediateca Regionale Toscana-Film

Sala Teatrale – ore 21.30

Senza Tacchi

da un’idea di Chiara Rubes

con Chiara Rubes e Franca Tragni

testo di Rossella Canadè

(anche venerdì 11 e sabato 12 marzo alle ore 21.15)

Sarà una serata speciale quella organizzata da eUROPA tEATRI per festeggiare l’8 marzo, un’occasione in cui parlare di donne sia un fatto intellettuale e artistico, oltre che sociale: al centro della serata, alle 21.30, ci sarà lo spettacolo Senza Tacchi, ma le porte del teatro apriranno alle 20.30 per l’inaugurazione della mostra fotografica Re/Sisters, cui seguirà, alle 21.00, la proiezione del video legato allo stesso progetto.

Senza Tacchi è lo spettacolo che Chiara Rubes ha tratto dal testo di Rossella Canadé, giornalista della Gazzetta di Mantova, e che porta in scena insieme a Franca Tragni. Sul suo blog, che ha lo stesso nome dello spettacolo, Rossella Canadé ha raccolto storie di donne diverse, comuni e straordinarie al tempo stesso. E sopratutto legate dal fatto di essere “donne con i muscoli. Quindi senza tacchi. Ma i tacchi si tolgono anche per scappare. E questo è un aspetto importante del testo: la violenza che le donne subiscono ogni giorno di più”. Ed eccole, allora, le donne che Chiara Rubes e Franca Tragni racconteranno sul palco: donne che arrivano a sera travolte da pacchi sulle braccia e sul cuore, amori fragili, o così forti da bucare lo stomaco, paure, rospi da ingoiare e a volte, come Liana, botte e botte fino a morirne. La maternità come atto d’amore e fatica, e non come esibizione di uno status “alle cene che sembrano l’arca di Noè”. Madri che se vanno, anziani da curare, il tempo che passa e certi giorni ci fai a botte. Queste guerre quotidiane le puoi raccontare solo agli amici, che ci sono anche se sono lontani. Quelli che se li svegli a orari improponibili non s’infuriano con te, ma con chi ti fa star male. Quelle che prendono la tua ansia per il colletto e la lanciano lontano. Le donne, soprattutto, perché lo spettacolo parla di loro, nel dolore a volte ci si cacciano, incapaci di recidere i legami con chi fa loro del male. Si illudono di poter cambiare le persone, come la topolina che crede che il gatto di cui è innamorata possa diventare vegetariano. E lui alla fine della favola se la mangia.

Ma Senza tacchi è anche un viaggio ironico, ossia rimettersi i tacchi e divertirsi. Per questo è doppio: c’è il racconto, anche molto ironico, di donne alle prese con guai sentimentali e i casini di tutti i giorni che risolvono a modo loro, tipo cancellando i posti che fanno soffrire dalla carta geografica, i proclami di saggezza che poi finiscono in niente, lo sguardo critico sugli uomini, di cui, grazie al cielo, non possiamo fare a meno, e le storie di donne che hanno vissuto situazioni difficili. Che non sono riuscite a reagire agli abusi: che non sono solo violenze fisiche, ma anche, e più spesso, psicologiche… per uscire da questi vicoli ciechi bisogna togliersi i tacchi.

Nelle immagini di Re/Sisters – donne in movimento che Ippolita Franciosi esporrà nello Spazio Piccolo del Teatro Europa sono ritratte donne che vivono in zone di conflitti, e sono impegnate come giornaliste, scienziate, scrittrici, attiviste politiche. Sono donne unite dal loro coinvolgimento nella ricerca di una soluzione a problematiche universali e globali, che uniscono intimamente tutti i cittadini della terra, uomini e donne, che pure ci ricordano come le distanze geografiche e culturali che ci separino e creino gerarchie difficili da scalzare.
Alle ore 21.00, ancora nello Spazio Piccolo, verrà proiettato il video realizzato nell’ambito dello stesso progetto:
Re/Sisters: donne e resistenza contemporanea. Il video vuole rispondere a una domanda, che è poi la cifra dell’intera serata: quali forme assume oggi la resistenza femminile? Chi sono e come agiscono le donne resistenti di oggi? Le interviste a Vandana Shiva, Malalai Joya, Aminata Traorè e alle Madri di Plaza de Majo hanno raccontato la loro indignazione di fronte ai diritti calpestati, alle battaglie per i valori di libertà dai colonialismi, contro i problemi ecologici e sociali.

Lo spettacolo Senza Tacchi replicherà anche venerdì 11 e sabato 12 marzo, alle 21.15.

Ingressi: intero 10 €, ridotto 8 €, professional 6 €. Per info e prenotazioni: tel. 0521/243377, mail info@europateatri.it.

Senza Tacchi Рil blog di Rossella Canad̬

Re/Sisters

Ippolita Franciosi

“La porta per i sogni” – sabato 12 ore 21.15 e domenica 13 ore 16.30

By , February 7, 2011 11:44 am

eUROPA tEATRI

LA PORTA PER I SOGNI


liberamente tratto da Pinocchio di Carlo Collodi

con
Carlo Bordi  Giulia Canali  Gaia Cantarelli
Beatrice Carra  Stefano Cattani  Filippo Cossalter
Massimo Delle Donne  Roberto Verni

i bambini

Maria Chiara Laghi Maria Teresa Lonetti Fabio Martelli

Boris Pesci Patrizia Tiberti

luci

Lucia Manghi

musiche

Patrizia Mattioli

regia

Ilaria Gerbella

Torna in scena al Teatro Europa lo spettacolo La porta per i sogni, per la regia di Ilaria Gerbella, che ha debuttato durante la scorsa stagione estiva, con un doppio appuntamento volto a soddisfare sia gli adulti che i ragazzi: sabato 12 febbraio alle ore 21.15 e domenica 13 febbraio alle ore 16.30.

La porta per i sogni è nato dall’esperienza dei partecipanti al laboratorio teatrale più avanzato, che hanno messo a frutto l’esperienza accumulata durante diversi anni di pratica teatrale e sono stati guidati nella realizzazione globale di uno spettacolo, dalla scrittura della sceneggiatura alla creazione di scenografia, costumi e maschere. Portato in scena per la prima volta durante la stagione estiva 2010, come esito di questo laboratorio, ora torna in versione definitiva come produzione eUROPA tEATRI, che verrà proposta anche agli studenti nell’appuntamento in matinée di lunedì 14 febbraio.

Liberamente tratto da “Pinocchio” di Carlo Collodi – e non dalla versione disneyana che ne è stata tratta – La porta per i sogni è uno spettacolo che non racconta solo le avventure di un burattino, ma parla anche del processo della crescita, del passaggio dal mondo dei bambini a quello degli adulti, con le sue decisioni e le sue responsabilità. Fra questi mondi c’è una porta, e varcarla significa visitare luoghi straordinari, pieni di balocchi e divertimenti, dove ci si può perdere. E allora richiede coraggio anche tornare indietro, e imparare a crescere. A volte basta un passo, solo un piccolo passo per andare al di là della porta. Un passo. Per lasciarci alle spalle tutto ciò che ci aspettiamo dall’adulta normalità. Un passo per entrare nel sogno. In una bolla sospesa di follia e colorata leggerezza. Quella dei bambini. Talmente bambini da trasformarsi in balocchi.
E in questa bolla galleggiano marionette, visi di cartapesta e pupazzi da carillon, piuttosto che uomini e donne. C’è una voce, tra loro, che dice di restare, e di restarvi impigliati, in questi balocchi, per sempre. Ma c’è anche una voce che ci comanda di uscire, di svegliarci, di crescere. Cosa sia giusto non è dato saperlo. Se non nel battito più profondo e più vero di ognuno di noi.

Lo spettacolo è consigliato per i bambini dai 10 anni in su e per tutti; gli ingressi sono di 8 € per gli adulti e di 6 € per i ragazzi, per info e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail info@europateatri.it.

“Simone Weil – Concerto Poetico” venerdì 28 gennaio ore 21.15

By , January 24, 2011 5:32 pm

SIMONE WEIL

CONCERTO POETICO

da un’idea di Ombretta De Biase

una rielaborazione poetica di Ilaria Drago

musiche originali Marco Guidi

dinamiche vocali Marco Guidi e Ilaria Drago

con Ilaria Drago – live electronics

In concomitanza con il 27 gennaio, giorno dedicato alla commemorazione della Shoah, il Teatro Europa porta in scena, venerdì 28 gennaio alle ore 21.15, la storia di Simone Weil, straordinaria figura di “filosofa militante”, come lei stessa amava definirsi, che fu, durante la sua breva vita, nella prima metà del Novecento, operaia in miniera e in fabbrica, contadina, sindacalista e combattente nella guerra civile spagnola.

A cento anni dalla nascita, la ricordano Ilaria Drago e Marco Guidi, nello spettacolo dal titolo Simone Weil – Concerto poetico, che ha vinto l’ottava Edizione di Voci dell’Anima 2010 e del Premio Traetta della critica

Ilaria Drago ha attentamente letto il testo originale della drammaturga Ombretta De Biase, riproponendo a sua volta una rilettura poetica monologante e musicale di tutta l’opera della Weil.

In Simone Weil – Concerto Poetico il corpo e la voce di Ilaria Drago e la musica di Marco Guidi mettono in scena il potente, ineguagliabile ritmo del cuore e del pensiero della donna che fu definita “un miracolo dell’anima e della coscienza umana” e uno degli “ingegni più alti e puri di ogni tempo.

Attraverso la rilettura in forma contemporanea di una delle più grandi pensatrici, filosofe e poetesse del secolo scorso, la Compagnia Ilaria Drago presenta un progetto in forma di concerto-poetico utilizzando strumentazioni elettroniche dal vivo (live electronics), musica e rielaborazioni drammaturgiche, capaci di rendere la performance di lettura coinvolgente e fruibile. La forma che prende il concerto poetico è quella di una lunga lettera, l’ultima che si “ascolta ma non si legge” e che Simone scrive al suo unico amico e confidente, Padre Perrin, ripercorrendo le tappe principali della sua breve vita; una forma dunque che prende spunto dalla realtà, avendo Padre Perrin raccolto tutte la corrispondenza della Weil nel magnifico volume “Attesa di Dio”.

Ilaria Drago, attrice autrice e regista, dal 1995 ad oggi ha scritto diretto e interpretato circa una trentina di lavori, fra cui i più recenti, tutti in collaborazione con compositori e musicisti, Dreamtime project, Giovanna d’Arco, Mariacane – cronaca di uno stupro e Nostri corpi, hanno inaugurato e definito la sua nuova forma di teatro-poetico-musicale. Nel 2006 ha aperto lo spazio teatrale Il Mulino delle civette. Come attrice e performer: ha fatto parte della Compagnia di Leo De Berardinis e lavora con alcuni fra i migliori musicisti europei e poeti contemporanei: Luigi Cinque, Roberto Laneri, Lello Voce, Paolo Fresu, Antonello Salis, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Sal Bonafede, Gianluca Ruggeri.

Al pubblico del Teatro Europa offrirà anche la possibilità di lavorare con lei in un workshop che si terrà nei giorni 29 e 30 gennaio, e che si concentrerà sia sulle tecniche vocali che sul corpo e l’interiorità.

Per info e prenotazioni sullo spettacolo e sulla partecipazione al workshop: tel. 0521.243377 oppure mail info@europateatri.it.

INGRESSI

intero 10 euro

ridotto 8 euro

professional 6 euro

Fragalà – L’eccidio di Melissa… tra storia e leggenda – ven 21 e sab 22 gennaio

By , January 14, 2011 12:50 pm

eUROPA tEATRI
Fragalà
L’eccidio di Melissa… tra storia e leggenda



venerdì 21 gennaio
ore 20.00

incontro con Gino Murgi, sindaco di Melissa, e Raffaele d’Angelo,
presidente del Comitato di Promozione Culturale “Calabresi di Parma”
seguirà un aperitivo
di prodotti tipici calabresi offerto dal Comitato

ore 21.15 inizio spettacolo

sabato 22 gennaio spettacolo ore 21.15

ideazione e ricerca storica Ilaria Gerbella e Maria Teresa Lonetti

con Maria Teresa Lonetti Michela Ollari Franca Tragni

testi Ilaria Gerbella e Maria Teresa Lonetti

immagini video Ilaria Gerbella

musiche originali scritte e interpretate dal vivo da
Maria Teresa Lonetti
Antonio Bodini
batteria
Massimo Spadotto
basso
Tomas Carretta
chitarra
Fiorenzo Fuscaldi percussioni
Emanuele Mazzaschi fisarmonica

regia Ilaria Gerbella

Torna in scena al Teatro Europa, dopo il debutto della scorsa stagione, venerdì 21 e sabato 22 gennaio alle 21.15, lo spettacolo Fragalà – L’eccidio di Melissa… tra storia e leggenda, diretto da Ilaria Gerbella, che ha curato la drammaturgia in collaborazione con Maria Teresa Lonetti. L’affascinante storia che verrà portata in scena è quella del paese dell’entroterra calabrese, da sempre legato a storie suggestive, come quella che lo vuole luogo in cui le streghe si rifugiarono dopo la cacciata da Benevento, ma anche crude e dolorose, come quelle della famiglia egemone dei conti Campitelli, che nel ‘600 reintrodussero il costume dello ius primae noctis.
Venerdì 21 gennaio la serata della prima inizierà alle ore 20.00, con un incontro a cui saranno presenti il sindaco di Melissa Gino Murgi e il presidente del Comitato di Promozione Culturale “Calabresi di Parma” Raffaele D’Angelo, cui seguirà un aperitivo di prodotti tipici calabresi offerto dal Comitato.
Sul palco alle 21.15, Franca Tragni, Michela Ollari e Maria Teresa Lonetti porteranno in scena le atmosfere di questa terra, per arrivare all’evento centrale dello spettacolo, l’eccidio del 29 ottobre del 1949, giorno in cui i contadini, donne e uomini melissesi, occuparono le terre incolte nella zona di Fragalà, a pochi chilometri dal paese. Lo stesso giorno arrivarono a Melissa da Bari un centinaio di poliziotti chiamati dal proprietario Berlingieri, con l’intento di combattere quello che sembrava agli occhi del marchese un sopruso. Quel 29 ottobre, il reparto della celere sparò sui contadini che avevano invaso, per dissodarlo, un fondo incolto, uccidendone tre e ferendone gravemente altri diciassette. Fu il momento culminante di un’attività repressiva che si afferma in Calabria e nel mezzogiorno e che rafforzò un processo di presa di coscienza da parte del popolo. Melissa rappresenta il simbolo della volontà di lotta e dell’antica aspirazione alla giustizia delle classi povere del sud. Ad accompagnare le tre protagoniste in questo spettacolo, e a immergere il pubblico nell’atmosfera di questa terra e di questa narrazione ci saranno le musiche originali di Maria Teresa Lonetti ed eseguite dal vivo da Antonio Bodini, Massimo Spadotto, Tomas Carretta, Fiorenzo Fuscaldi ed Emanuele Mazzaschi.
Con lo spettacolo Fragalà – L’eccidio di Melissa… tra storia e leggenda si vuole rappresentare ed evocare il mondo magico di cui il paese di Melissa è pervaso fondendolo insieme alla componente storica che ha caratterizzato non solo il paese, ma tutto il Sud Italia. La comunione delle vicende si riscontra nella ricerca dei valori e degli ideali come la libertà, la coesione e unione nella riscossa all’indipendenza e alla lotta contro il sopruso. Il “fuoco” dello spettacolo è la donna.
Il ruolo della donna vista nella componente magica nelle tre streghe di Melissa, vista come “oggetto” nel sopruso maschilista del Conte che applica lo ius primae noctis, ma soprattutto vista come icona di coraggio e forza, colei che lotta e si pone in prima fila.
Di fondamentale importanza le tematiche trattate che si ricollegano a problematiche ancora oggi esistenti e paradossalmente irrisolte.

Una produzione complessa e coraggiosa, che alla ricerca storica e drammaturgica ha accostato quella teatrale, combinando sul palco il video, la musica dal vivo, il canto, la danza e la parola poetica. […] Sono il canto, la musica, le parole ed i corpi a dare forza a questo spettacolo sincero, in cui tutto si confonde in una carnalità viva; in cui “cominci a sentire con gli occhi, a vedere con il battito del tempo”; in cui il filo della storia si fa gomitolo di ricordi, e la rabbia annoda ciò che la difesa della libertà non ha potuto sciogliere.

(dalla recensione di Giulia Guiducci)

ingressi

intero 10 €

ridotto 8 €

professional 6 €

info e prenotazioni

Teatro Europa

via Oradour, 14

tel e fax 0521.243377

mail info@europateatri.it

Ventiquattro dicembre – 10, 11 e 12 dicembre ore 21.15

By , December 6, 2010 11:39 am

VENTIQUATTRO DICEMBRE – UN MONOLOGO

scritto e interpretato da Franca Tragni

luci Ronnie Guasti

collaborazione drammaturgica e regia Carlo Ferrari

Da venerdì 10 a domenica 12 dicembre, alle 21.15, il Teatro Europa offre tre occasioni per assistere a Ventiquattro dicembre – un monologo, intenso spettacolo che ha debuttato con grande successo durante la scorsa stagione teatrale, scritto e interpretato da Franca Tragni, con la collaborazione alla regia di Carlo Ferrari. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, Ventiquattro dicembre racconta di una donna, Evelina, e della sua incapacià di reagire di fronte alla morte del compagno, unico tramite fra lei e il mondo. La vicenda di cronaca relativa ad una signora che aveva tenuto in casa il proprio compagno morto per diversi giorni, senza avvertire nessuno, ha colpito profondamente Franca Tragni, che ha riflettuto sull’immaginario psicologico di questa donna, sulla relazione con il compagno, sulla sua decisione di rifiutare il lutto e sulla sua totale incapacità di affrontare l’evento, portando in scena con maestria la delicatissima figura della protagonita del monologo: Evelina ha sempre vissuto nell’ombra, nell’autoemarginazione, per paura e per il suo disagio nell’affrontare la vita, “perché nella vita ci vuole testa e ci vuole pratica“.

Un personaggio delicato e marginale disegnato con umanità dall’autrice e interprete, un essere borderline nel quale lo spettatore ritrova anche sé stesso, con i propri disagi e le proprie debolezze.

Lo spettacolo è una riflessione sul tema della morte e di come si elabora questa esperienza: Toni si trova nella stessa stanza di Evelina. Seduto, il capo chino come fosse addormentato.

Le parole di Evelina risuonano tra le pareti, cercano consensi, sguardi, cercano l’altro. Toni è lì, davanti a lei è presente solo perché il suo corpo immobile si trova dentro a quella stanza, quasi obbligato a rimanere in vita. Evelina, unica persona viva in scena, tenta di prolungare questa relazione, prolungarla oltre i limiti consentiti, oltre i termini che biologicamente ci sono stati assegnati. Non si rassegna alla morte, al lutto, ma per farlo deve alterare il senso delle cose, deve riempire un “vuoto di senso” (la morte) con altri significati (la gestualità e la ritualità). E in questa elaborazione consiste soprattutto la sua risposta emotiva. Il dramma è presente, l’inadeguatezza e la paura di reagire sono caratteristiche costanti che accompagnano la vita di Evelina.

L’allestimento prevede una scenografia sobria, giocata sul rapporto colore-non colore, sempre a sottolineare la scissione psicologica tra reale e immaginario, privato e sociale. Un valore significativo hanno le musiche utilizzate, arie d’opera che il compagno di Evelina usava ascoltare e che lei “sente” di tanto in tanto, nel tentativo di replicare un passato ormai perduto.

Dice Franca Tragni: Vestire i panni di Evelina, entrare nel personaggio è stato molto coinvolgente per le forze emotive e psicologiche che la situazione mette in gioco. E poi, come disse Bergman a proposito dei film, “è come un’immensa ruota che uno mette in marcia con tutte le forze che può mobilitare, fisiche e morali. La ruota comincia a girare lentamente. A poco a poco si diviene una parte della ruota, una parte del suo movimento”.

Domani è il ventiquattro dicembre, la vigilia di Natale, Toni arriverà perché il capitone e i pesciolini Evelina li ha preparati per lui. Figurarsi se non arriva. Toni il regalo a Evelina l’aveva già preparato alla fine di novembre prima di…

“Figurarsi se non arriva. Domani è il ventiquattro dicembre.”

ingressi

intero 10 €

ridotto 8 €

professional 6 €

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377 mail info@europateatri.it.

Il corpo del silenzio – sabato 20 novembre ore 21.15

By , November 17, 2010 2:42 pm

Patrizia Mattioli
IL CORPO DEL SILENZIO
monologo per attrice dai trent’anni in su

testo di Magdalena Barile
di e con Patrizia Mattioli e Sandra Soncini
musiche originali Patrizia Mattioli
luci Lucia Manghi
collaborazione Brown Art Studio

Uno spettacolo tra musica e silenzio: sabato 20 novembre, alle ore 21.15, debutta al Teatro Europa Il corpo del silenzio. Monologo per attrice dai tent’anni in su, nuova produzione di Patrizia Mattioli e Sandra Soncini, con testo di Magdalena Barile.
Un piccolo dramma acustico per signora, un monologo horror per voce e silenzio.
Il corpo del silenzio è un pezzo sulla menomazione. Un gioco macabro dove a risuonare è la cassa disarmonica di un corpo senza organi. Una donna, con un passato da silenziare, sceglie di rinunciare al suono, alla vita stessa, unendosi a un gruppo di mistiche, isolate dalla realtà, che pratica l’asportazione chirurgica come forma di spiritualità.
La dimensione masochistica, qui portata al paradosso, è sia espressione di un rifiuto sociale ma anche ricerca privata e struggente, sublimazione di una speranza: la potenzialità pura dell’essere umano, in nome di un corpo ancora da fare, di una vita da ricominciare.
Magdalena Barile, diplomata nel 2002 all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi, vive a Milano dove lavora come autrice televisiva e teatrale, è una delle autrici e fondatrici del progetto Bancone di Prova, laboratorio di scritture per il teatro: Patrizia Mattioli, compositrice e musicista, e Sandra Soncini, attrice e danzatrice, hanno deciso di lavorare sul suo testo per confrontarsi per la prima volta, dopo molte collaborazioni legate a testi più classici e poetici, con un’autrice contemporanea e con le sfide che questa scelta impone.
La messa in scena sarà dunque il risultato di una riflessione formale sulla sintonia fra musica e parola e tra musica e corpo, volta a rappresentare quel silenzio interiore che la protagonista cerca di  recuperare tramite testo, corpo e suono. Da qui la forma scelta, quella di un monologo sonoro, in cui la musica non è mai semplice accompagnamento, ma diviene un elemento drammaturgico, innestato sull’azione drammatica e sulle parole, e che ha anche un proprio percorso autosufficiente, indipendente dal testo. È una musica fatta di frequenze, di noise, dei segnali indistinti di una radio lontana, di tutto quel rumore bianco che risuona nella testa della protagonista e che è così difficile da tacitare.
Dalla riflessione su musica, suono e corpo nasce anche lo spazio scenico: i corpi sono al centro di uno spazio scenico circolare come un disco, una vero e proprio spazio musicale, composto da due parti precise e ben delimitate, che riempiono la scena e si trasformano a seconda di ciò che succede fra testo e musica. Entrambe le figure in scena, l’attrice e la musicista, hanno un proprio percorso ben preciso, che però si interseca in dati momenti dello spettacolo: Patrizia Mattioli e Sandra Soncini hanno creato quella completezza e quella sintonia che il testo così originale di Magdalena Barile richiede.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377 mail info@europateatri.it.

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