Ventiquattro dicembre – 10, 11 e 12 dicembre ore 21.15
VENTIQUATTRO DICEMBRE – UN MONOLOGO
scritto e interpretato da Franca Tragni
luci Ronnie Guasti
collaborazione drammaturgica e regia Carlo Ferrari

Da venerdì 10 a domenica 12 dicembre, alle 21.15, il Teatro Europa offre tre occasioni per assistere a Ventiquattro dicembre – un monologo, intenso spettacolo che ha debuttato con grande successo durante la scorsa stagione teatrale, scritto e interpretato da Franca Tragni, con la collaborazione alla regia di Carlo Ferrari. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, Ventiquattro dicembre racconta di una donna, Evelina, e della sua incapacià di reagire di fronte alla morte del compagno, unico tramite fra lei e il mondo. La vicenda di cronaca relativa ad una signora che aveva tenuto in casa il proprio compagno morto per diversi giorni, senza avvertire nessuno, ha colpito profondamente Franca Tragni, che ha riflettuto sull’immaginario psicologico di questa donna, sulla relazione con il compagno, sulla sua decisione di rifiutare il lutto e sulla sua totale incapacità di affrontare l’evento, portando in scena con maestria la delicatissima figura della protagonita del monologo: Evelina ha sempre vissuto nell’ombra, nell’autoemarginazione, per paura e per il suo disagio nell’affrontare la vita, “perché nella vita ci vuole testa e ci vuole pratica“.
Un personaggio delicato e marginale disegnato con umanità dall’autrice e interprete, un essere borderline nel quale lo spettatore ritrova anche sé stesso, con i propri disagi e le proprie debolezze.
Lo spettacolo è una riflessione sul tema della morte e di come si elabora questa esperienza: Toni si trova nella stessa stanza di Evelina. Seduto, il capo chino come fosse addormentato.
Le parole di Evelina risuonano tra le pareti, cercano consensi, sguardi, cercano l’altro. Toni è lì, davanti a lei è presente solo perché il suo corpo immobile si trova dentro a quella stanza, quasi obbligato a rimanere in vita. Evelina, unica persona viva in scena, tenta di prolungare questa relazione, prolungarla oltre i limiti consentiti, oltre i termini che biologicamente ci sono stati assegnati. Non si rassegna alla morte, al lutto, ma per farlo deve alterare il senso delle cose, deve riempire un “vuoto di senso†(la morte) con altri significati (la gestualità e la ritualità ). E in questa elaborazione consiste soprattutto la sua risposta emotiva. Il dramma è presente, l’inadeguatezza e la paura di reagire sono caratteristiche costanti che accompagnano la vita di Evelina.
L’allestimento prevede una scenografia sobria, giocata sul rapporto colore-non colore, sempre a sottolineare la scissione psicologica tra reale e immaginario, privato e sociale. Un valore significativo hanno le musiche utilizzate, arie d’opera che il compagno di Evelina usava ascoltare e che lei “sente†di tanto in tanto, nel tentativo di replicare un passato ormai perduto.
Dice Franca Tragni: Vestire i panni di Evelina, entrare nel personaggio è stato molto coinvolgente per le forze emotive e psicologiche che la situazione mette in gioco. E poi, come disse Bergman a proposito dei film, “è come un’immensa ruota che uno mette in marcia con tutte le forze che può mobilitare, fisiche e morali. La ruota comincia a girare lentamente. A poco a poco si diviene una parte della ruota, una parte del suo movimentoâ€.
Domani è il ventiquattro dicembre, la vigilia di Natale, Toni arriverà perché il capitone e i pesciolini Evelina li ha preparati per lui. Figurarsi se non arriva. Toni il regalo a Evelina l’aveva già preparato alla fine di novembre prima di…
“Figurarsi se non arriva. Domani è il ventiquattro dicembre.”
ingressi
intero 10 €
ridotto 8 €
professional 6 €
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377 mail info@europateatri.it.
