“La Svizzera”: Paolo Nori al Teatro Europa venerdì 21 febbraio ore 21.00

By , February 18, 2014 12:58 pm
Teatro Europa
appuntamento speciale fuori stagione
LA SVIZZERA
di e con Paolo Nori
Paolo Nori - foto Alfredo Anceschi
Paolo Nori – foto Alfredo Anceschi

Venerdì 21 febbraio alle 21.00 il Teatro Europa ospita un appuntamento speciale extrastagione: lo spettacolo La Svizzera, di e con Paolo Nori, reading integrale del testo dell’autore parmigiano. Nori dona questa serata al Teatro Europa, a sostegno della stagione 13 | 14, e nell’intento di accostare il suo pubblico, così numeroso, alle attività del teatro e alla particolare situazione di precarietà di quest’anno. eUROPA tEATRI desidera ringraziare l’autore per la sua attenzione e la sua generosità.

“Non so perché i giapponesi mi odiano. Non gli ho fatto niente”. Un incipit memorabile apre il soliloquio che l’autore, anche voce recitante, come un prodigioso ventriloquo, fa vibrare attraverso uno tra i personaggi più stralunati di questi anni. Voce recitante per una coralità epica e stramba, che vive un’esistenza del tutto italiana, in costante pendolamento tra l’esilarante e il tragico, tra pettegolezzo ingenuo e cinismo kafkiano: l’adorata moglie Germana, il barbiere Giannasi che invita la gente al cinema in pigiama, l’ambiguo Ragni e la strage di Bologna, la Ileana e gli strani caffè domestici, marziani, pensionati, appuntati, multicenter, condomini, intere nazioni. Una folla sterminata e circense di figuranti ed eventi, che via via svela colpi di scena sconcertanti.

Dice Paolo Nori: Il personaggio che parla dentro questa operetta, che è una specie di monologo teatrale, è il coprotagonista di un romanzo che si intitola A Bologna le bici erano come i cani (uscito, nel 2010, per Ediciclo), ed è un signore di quasi ottant’anni che si chiama Benito e che ha fatto, per tutta la vita, il meccanico di biciclette, e che ha delle mani grosse con delle dita enormi che sembra che abbiano ancora tutta la loro forza, delle dita che a guardarle vien da pensare che devono aver sofferto molto a essere andate in pensione, delle dita che sembrano sporche di quello sporco che non viene mai via neanche con la pasta che hanno i meccanici per lavare le mani, uno sporco di morchia che si è depositato da anni ma non è quello, che fa impressione, è il dispiacere: sembra di sentire il dispiacere delle dita per non essere più impegnate tutto il giorno a girare dei cacciavite e delle chiavi a tubo, e dovere invece voltare dei fogli di giornale, o prendere delle tazzine di caffè, o portare delle borse della spesa, che sono occupazioni che costringono Benito a pensare a una cosa alla quale sta pensando da trent’anni senza poterla dire a nessuno. La trasformazione in monologo della parte del romanzo in cui parla Benito ha comportato diversi cambiamenti, che ci sembra giustifichino la pubblicazione di questa operetta per conto proprio e con un titolo nuovo, La Svizzera.

Ingresso unico € 8, per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.


“Mani d’argento” sabato 15 febbraio ore 21.15 e domenica 16 febbraio ore 16.30

By , February 11, 2014 4:24 pm

eUROPA tEATRI

Teatro Ragazzi 13 | 14

debutto

sabato 15 febbraio ore 21.15

domenica 16 febbraio ore 16.30

MANI D’ARGENTO

Mani dargento - disegno di Mauro Vecchi

Mani d'argento - disegno di Mauro Vecchi

di e con Chiara Rubes e Franca Tragni

luci Lucia Manghi

Debutta al Teatro Europa sabato 15 febbraio alle 21.15 e domenica 16 febbraio alle 16.30 la nuova produzione di Teatro Ragazzi di eUROPA tEATRI: Mani d’argento, liberamente tratto dalla fiaba omonima di H. C. Andersen, di e con Chiara Rubes e Franca Tragni.

Se una storia è un seme, noi siamo il suo terreno: ascoltando la storia riusciamo ad esperirla come se noi stessi fossimo l’eroe e l’eroina, che alla fine vince. All’eroina di questa fiaba vengono, complice un padre poco accorto, tagliate le mani. E quante cose facciamo, ogni giorno, a volte quasi inconsapevolmente, con le nostre mani? Costruire, creare, gestire la propria vita… da questa mancanza, una serie di peripezie porta la protagonista ad allontanarsi dalla famiglia e poi, attraverso molte cadute e risalite, con interventi magici o di pazienza, di astuzia, di sapere dell’eroina stessa, si arriva alla risoluzione felice: le mani le ricrescono in materiale assai più prezioso che all’inizio, d’argento. La fiaba sembra dire: realizzarsi significa non tanto non cadere, ma alzarsi ogni volta e imparare. Molti meravigliosi eventi tra paura e stupore si snocciolano nel racconto e nello spettacolo, in un gioco di luci e ombre emozionante e dal ritmo mozzafiato.

Dice Chiara Rubes: “Questa fiaba parla dell’imparare la resistenza. La parola resistenza vuol dire continuare senza sosta ma anche rendere forte, risoluto, non andare avanti tanto per andare avanti. Resistenza significa che stiamo facendo qualcosa di essenziale”.

Allo spettacolo è legata, per il ciclo di incontri Ti racconto… la vita, la conferenza Iniziazione alla resistenza (ad ingresso libero fino ad esaurimento posti) a cura di Antonella Azzali, presso la libreria Feltrinelli di Strada Farini, domenica 16 febbraio alle ore 11.00: imparare la resistenza significa fortificare le proprie radici, diventare saldi nel terreno della vita e permettere ai nostri rami di espandersi in altezza. La fiaba ci insegna come crescere senza cedere all’urto degli eventi e raggiungere la realizzazione personale.

Lo spettacolo Mani d’argento è adatto ai bambini dai sei in su avanti. Ingressi per lo spettacolo: adulti € 8, ragazzi € 6. Informazioni e prenotazioni allo 0521.243377 o all’indirizzo mail europateatri.pr@gmail.com.

“Vocazione – studio per un nuovo spettacolo” con Danio Manfredini – sabato 8 febbraio ore 21.15

By , February 3, 2014 7:05 pm

eUROPA tEATRI

Rassegna Serale 13 | 14

sabato 8 febbraio ore 21.15

Danio Manfredini / La Corte Ospitale

VOCAZIONE

studio per un nuovo spettacolo

Vocazione - foto Ilaria Scarpa

Vocazione - foto Ilaria Scarpa

di e con Danio Manfredini

collaborazione di Vincenzo del Prete

produzione La Corte Ospitale

Torna al Teatro Europa uno dei maestri del teatro italiano, Danio Manfredini, in scena sabato 8 febbraio alle 21.15 con Vocazione – studio per un nuovo spettacolo (di e con Danio Manfredini, collaborazione di Vincenzo del Prete, produzione La Corte Ospitale). Dopo la lettura appositamente costruita per il festival di Santarcangelo edizione 2013, Danio Manfredini presenta una nuova tappa di questo lavoro: in scena, alcuni pezzi in forma di studio in previsione del debutto nell’estate 2014. Manfredini raccoglie e interpreta brani dal repertorio teatrale che trattano esplicitamente della figura dell’attore, riattraversando anche pagine già frequentate in spettacoli precedenti. L’intenzione è di tracciare un quadro sulla figura dell’attore teatrale e dei vari stadi che attraversa e che lo conducono alla creazione: come si contaminano i piani della vita con quelli dell’arte e viceversa.

Manfredini presenta così il suo nuovo lavoro: “Mi apro a un percorso di lavoro teatrale che verte sul tema dell’attore di teatro e della sua vita. Metto a fuoco questo soggetto in un momento in cui sembra inutile, non necessario, occuparsi di teatro, di arte e di conseguenza dell’attore-autore-regista teatrale, figura che sembra in disuso. Pur accogliendo i progressi della tecnologia e il potenziale che offrono all’arte, ritengo centrale la figura dell’artista nella sua essenza umana scarna. Come il semplice che sta in una frase, in un canto, nella danza va a stagliarsi con il suo senso proprio dove tutto sembra morire. Fosse anche, come si dice, che il teatro è destinato a sparire, ci tocca dare luce al tramonto. Sarebbe comunque un privilegio, glorificare il momento del tramonto, così vicino al buio“.

Ed è preziosa, la vocazione che ha portato Danio Manfredini a percorrere la storia del teatro italiano, e che spesso ha incrociato la strada di eUROPA tEATRI, sia con ospitalità di spettacoli che con occasioni di formazione teatrale per gli attori. Un percorso che l’ha portato a vincere quattro premi UBU, l’ultimo proprio nel 2013, “per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere”. Del 2013 è anche il premio Lo Straniero, attribuito dalla rivista omonima diretta da Goffredo Fofi, come “maestro di tanti pur restando pervicacemente ai margini dei grandi circuiti e refrattario alle tentazioni del successo mediatico”. Dall’ottobre del 2013 Danio Manfredini è inoltre il nuovo Direttore dell’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini di Napoli, per il triennio 2013 – 2016.

Ingresso unico € 12, per informazioni e prenotazioni: tel. 0521.243377, mail europateatri.pr@gmail.com.


Panorama Theme by Themocracy