La Promessa

By , June 21, 2012 3:33 pm

drammaturgia, regia, maschere, pupazzi e azione scenica
Umberto Fabi e Loredana Scianna
collaborazione alla regia Ilaria Gerbella
musiche originali Maurizio Soliani
elaborazione suoni Antonio Verderi
costumi Anna Malandruccolo
collaborazione artistica, disegno luci e tecnica Lucia Manghi
le voci dei bambini
Agata Boschi Morestori Marco Tullio Carnerini
e
Marco Bussolati Anita Boschi Morestori Anna Cabrini Lisa Canetti
Benedetta Marconi Elena Picchi Virginia Pizzasegola Matteo Vecchi

del laboratorio teatrale di Europa Teatri condotto da Carlo Ferrari

Storia, leggenda, superstizione e fiaba popolare: i fili di un’unica tessitura. La “crociata dei fanciulli” è il nome dato a una serie di eventi, reali o leggendari, avvenuti nel XIII secolo e tuttora materia di dibattito tra gli storici. Pueri o pauperes? Fanciulli o poveri? Una cosa non esclude l’altra. Il punto di partenza del lavoro è stato La crociata dei bambini di Marcel Schwob: il libro tratta – in forma di narrazione in prima persona di più personaggi – di un fatto oscuro ed inquietante, accaduto nell’Europa cristiana agli inizi del Duecento, quando trentamila ragazzini provenienti dalla Francia e dalla Germania, di età compresa fra i 4 ai 12 anni, formarono una sorta di esercito raffazzonato e si misero in marcia per raggiungere la Terra Santa e liberare il Sacro Sepolcro dagli Infedeli. Erano persuasi di riuscire a traversare le acque a piedi asciutti, convinti che il mare si sarebbe aperto davanti a loro per lasciarli avanzare; molti di loro, giunti al porto di Marsiglia, si buttarono nelle acque e annegarono; altri si imbarcarono con due furfanti, al secolo Ugo il Ferro e Guglielmo il Porco, e furono venduti come schiavi in Egitto, altri ancora proseguirono a piedi via terra e perirono di stenti lungo il viaggio. Nel nostro racconto scenico – più evocazione di una suggestione che narrazione in senso stretto – rimane l’eco lontana della fiaba del Pifferaio di Hamelin, che molti credono un emanazione diretta di quelle cronache leggendarie: anche la storia ha dato un nome agli “incantatori” che condussero alla morte tante anime bianche (uno per tutti: il pastorello francese Stefano di Cloyes); nel nostro racconto sta il desiderio dello spirito contrapposto al miraggio, di un cammino in festa che muta in tragedia, del richiamo di una promessa e del suo costo. Ma parliamo soprattutto di una forza che trascende la nostra comprensione, di un grande disegno che i nostri occhi non possono decifrare: il 1200 fu un secolo di migrazioni maravigliose, gli inspiegabili movimenti in massa di moltitudini di uccelli, rane, api, ecc… – eventi che preannunciano catastrofi o, più in generale, un enorme cambiamento – attestate con stupore dagli storici del tempo; e dunque, forse anche l’uomo obbedisce a una legge cosmica (divina?) che soverchia la volontà razionale e conduce migliaia di bambini a “fecondare” nuove terre, a mescolare il sangue, a sancire una nuova origine.

foto gallery

video promo

Leave a Reply

Panorama Theme by Themocracy