L’acciarino magico

By , June 27, 2012 12:51 pm

liberamente ispirato alla favola di H.C. Andersen

con Bernardino Bonzani
testo Ilaria Gerbella e Bernardino Bonzani
collaborazione alle scene Franco Tanzi, Mauro Vecchi,
Lucia Manghi, Erika Borella
costumi Anna Malandruccolo
consulenza musicale Maurizio Soliani
tecnica e luci Lucia Manghi e Erika Borella
regia Ilaria Gerbella

spettacolo adatto ai bambini dai 5 anni in avanti

Tutto ha inizio quando un giovane soldato, di ritorno dalla guerra,
incontra una vecchia strega seduta sotto un albero.
La donna gli chiede di entrare nella cavità dell’albero per recuperare
un vecchio acciarino a lei appartenuto un tempo, il giovane accetta.
È da questo incontro che il giovane si troverà coinvolto in una serie di avventure
che lo trasporteranno in un mondo fantastico.

Lontano da qualunque versione edulcorata successiva, la vicenda nuda e cruda narra della fortuna di un giovane che s’imbatte per caso in un oggetto magico sottratto a una vecchia strega e portatore di protezione, ricchezze e buona sorte. In tutto questo, il giovane soldato non dà segno di acquisire alcuna consapevolezza rispetto a sé e al mondo: che si ritrovi poverissimo o con mille denari in sacchetta, condannato a morte in una prigione buia o alla vigilia delle nozze con una principessa, rimane spettatore della propria esistenza, che si staglia su ogni sfondo al di là del bene e del male. Il suo destino si compie poiché questo è ciò che semplicemente deve succedere, senza una vera perdita o un vero guadagno. Nemmeno il confronto con la paura si risolve con il suo superamento: i tre cani che inizialmente affronta e che poi gli verranno in aiuto ad ogni passo non gli incutono sufficiente terrore. Insomma cos’ha di morale da dire questo racconto in cui il premio tocca in sorte a chi non se lo merita, in cui ogni desiderio del protagonista si stempera in un semplice capriccio, in cui la magia viene in soccorso a chi la estorce con noncuranza? Non lo sappiamo, o meglio, non ve lo diciamo. Sappiamo però che, per crescere, imparare a porre domande è altrettanto importante che fornire risposte. E sappiamo anche che è essenziale imparare ad ascoltare: il vero incantesimo è ciò che accade tra la luce e il buio di un piccolo spazio raccolto, dove i bimbi guardano, ascoltano, tremano, ridono, fanno tesoro di visioni e parole. Per poi crescere, ricordare e andare oltre.

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