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| GEOGRAFIA DELLA DANZA |
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sabato 1 e domenica 2 maggio, ore 21.15

Compagnia Stalk
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IN A LANDSCAPE

danza e drammaturgia Daniele Albanese
assistenza alla drammaturgia Loredana Scianna e Maurizio Soliani
musiche originali Maurizio Soliani
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In a Landscape, nato per una situazione urbana all’aperto, è qui riproposto in un luogo al chiuso, ideale per sottolineare gli
aspetti più cupi del lavoro.
Il lavoro si è concentrato sull’immagine del Vento, non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche
sonore e fisiche. Il vento quindi è dato da tutte le suggestioni e alterazioni del vivere che distorcono e mutano il movimento.
Come il vento atmosferico anche in questo caso ciò che agisce è invisibile, l’apparire, fisicamente e sonoramente, è il risultato di un
passaggio…in un paessaggio urbano.
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ANNOTtAZIONI

di e con Daniele Albanese
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Un lavoro come taccuino d’appunti e di frammenti. Indagine sulla complessità della composizione all’interno di una struttura
semplice.
Due territori principali distinti, uno di dinamica fisica e uno teatrale si scontrano e compenetrano nel continuo passaggio dall’uno
all’altro.
La doppia “T” indica il territorio da cui il lavoro trae origine e da cui è liberamente tratto: la Notte.
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venerdì 21 maggio, ore 21.15

CollettivO CineticO
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EYE WAS EAR

regia e concept Francesca Pennini
performer Andrea Amaducci e Francesca Pennini
musica originale Gianluca Russo
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La performance EYE WAS EAR è un frammento dell'ipertesto coreografico "C/o", un'architettura rizomatica nata dalle eterotopie
Foucaultiane che si distende per anni e chilometri nello spazio e nel tempo. La sfaccettatura tematica su cui EYE WAS EAR si concentra
verte sulla sintomatologia e l'anatomia del corpo virtuale e sulle figure di avatar e utente. E' una ricerca esperienziale e percettiva
nelle declinazioni della presenza, nelle mappature delle utopie corporee e formale ed estetica in piattaforme di realtà virtuale come
Second Life. La sperimentazione e l'azione restano referenti al corpo nell'immanenza e nelle virtualizzazioni più biologiche e
analogiche, denudando e palesando ogni artificio nella sua ingenuità.
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TITOLO DA DEFINIRE

di e con Davide Rocchi
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