Mother

Perypezye Urbane

produzione Perypezye Urbane a cura di Giovanni Sabelli Fioretti
danza Maia Joseph e Marianna De Vito
drammaturgia e suggestione Giovanni Sabelli Fioretti
produzione creativa Giuseppe Esposito
programmatrice creativa Martyna Chojnacka
progetto luci Niels Plotard
musica Enrika Myskovskaja aka eNμ
progetto grafico Maciej Kodzis
con il contributo di S+T+Arts EU della Commissione Europea
con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea 2023 e Per Chi Crea 2024
durata 50 minuti

foto Jaime Musso

MOTHER esplora l’intersezione tra i diversi linguaggi concentrandosi sulla figura della madre come metafora del corpo generativo per eccellenza, mettendola a confronto con la cosiddetta Intelligenza Artificiale generativa – ossia in grado di generare testo, immagini o altri media in risposta a delle richieste (i cosiddetti prompt) – dando vita a un lavoro su e con l’Intelligenza Artificiale per indagarne estetiche e limiti.

La stessa colonna sonora è una creazione originale realizzata usando anche l’IA attraverso un mix di software. Grazie al software Stream Diffusion, creato per permettere alla macchina di interpretare in tempo reale gli input umani, in MOTHER l’Intelligenza Artificiale è in grado di influenzare e trasformare ciò che avviene in scena, generando una spirale di immagini spesso irriverenti o paradossali che porta allo svelamento dei pregiudizi (bias) presenti negli algoritmi dell’IA rispetto al corpo femminile, alla sua rappresentazione o a quella di corpi non normati.

Ne scaturisce un paesaggio plurale, inatteso e perturbante, che si evolve e impara di volta in volta dalle immagini create durante la performance. Un’entità mostruosa in grado di prendere vita e autonomia, che altro non è che lo specchio dei nostri stessi pregiudizi, dai quali l’IA ha appreso e continua ad apprendere ciò che conosce, per restituirci un’immagine di noi stessi incredibilmente cruda.

MOTHER ci interroga su questo paradosso, portando al limite l’attività creatrice della macchina che genera un paesaggio e una creatura mostruosa partendo da quanto abbiamo di più intimo: il nostro corpo.

Perypezye Urbane

è una compagnia di danza contemporanea che opera a livello nazionale ed europeo. Riunendo persone provenienti da un’ampia gamma di background per incrociare idee ed esperienze, la compagnia esplora come gli artisti possono utilizzare i media digitali e la comunicazione interpersonale mediata nel loro processo creativo con l’obiettivo di costruire una performance collettiva. A questo scopo dal 2011 lavora con le piattaforme digitali creando DanceMe attraverso cui produce diversi giovani coreografi/e, e creando la versione mobile nel 2016.

Nel 2022 è riconosciuta da Regione Lombardia come Ente di Rilevanza Regionale per la produzione di danza. È stata compagnia sovvenzionata dal MiC prima come organismo di produzione della danza under 35, successivamente come organismo di produzione della danza.

È attiva a livello europeo, sostenuta dal programma Erasmus Plus nell’ambito di progetti di residenza e formazione su temi legati al digitale (Digital Human), nonché dal programma Creative Europe per diversi progetti.

Il percorso evolutivo della compagnia è ispirato dal continuo studio e aggiornamento dei direttori artistici Giovanni Sabelli Fioretti e Giuseppe Esposito, attirando l’interesse di istituzioni internazionali e ottenendo sostegno e finanziamenti da enti come le Commissioni Europee e il Senato di Berlino per progetti di cui la compagnia è capofila.

Giovanni Sabelli Fioretti

dopo gli studi di danza a New York, Bruxelles e Milano, rispettivamente presso Movement Research, Laster Studio e Accademia di danza Paolo Grassi, consegue la Laurea Magistrale in Filosofia all’Università di Siena e quella in Consulenza Filosofica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

La sua ricerca si concentra sull’intreccio tra danza, media digitali e pratica drammaturgica, applicando una molteplicità di prospettive alla ricerca drammaturgica (embodied research, visual studies, queer studies, filosofia della tecnologia).

Negli ultimi anni ha sviluppato una carriera da freelance come dramaturg e direttore artistico nella scena indipendente della danza contemporanea tra Berlino e l’Italia.

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